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Diventare vegani fra consapevolezza e salute

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26 lug 2020

Diventare vegani fra consapevolezza e salute

Spesso mi chiedono cosa ne penso della dieta vegana e sempre rispondo che dipende dal soggetto che vuole intraprendere questo regime alimentare. Nel nostro Paese infatti una persona su 100 si dichiara vegana, mentre altre otto si dicono vegetariani.

Essere vegani diventa una scelta che deve essere ragionata ma soprattutto confrontata con chi è del mestiere, come nutrizionisti e dietologi, perché essere o diventare vegani vuol dire eliminare completamente dall’alimentazione quotidiana tutto ciò che deriva dal mondo animale, in sostanza vuol dire quindi non mangiare più carne, pesce, uova, latticini o miele.

L’uomo nasce onnivoro per cui deve mangiare tutto per poter sostenere il proprio organismo e per fare in modo che tutti gli elementi contenuti nei cibi vengano assimilati per vivere. Questo però non vuol dire che escludendo alcuni alimenti non ci si possa alimentare nel modo giusto perché dal cesto che ci offre la natura possiamo comunque sostenerci e metabolizzare gli elementi fondamentali al nostro fabbisogno. Ricordiamo che gli elementi fondamentali sono proteine, ferro, zinco, calcio e omega 3.


Tutti possiamo essere o diventare vegani?

La risposta è no. Per molte persone una dieta vegana ben bilanciata può essere completa ma per alcune categorie di persone viene fortemente sconsigliata poiché necessitano di alcuni elementi che non sempre si ritrovano nel regno vegetale. È il caso dei bambini, degli anziani, delle donne in gravidanza, dei celiaci e degli anemici.

Molto spesso si crede anche che la dieta vegana sia dimagrante ma non è così: seguire una tale dieta non fa né dimagrire né ingrassare poiché dipende sempre dalla quantità di calorie che si assume. Sicuramente però questo tipo di alimentazione è detossificante: è indicata a coloro in terapia oncologica o nella prevenzione del cancro, in pazienti ipertesi, in coloro che hanno alti i valori del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia.

Una cosa che spesso i vegani incalliti non considerano è che essere o diventare vegani diventa come un credo, una sorta di religione alimentare che dovrebbe escludere anche l’assunzione di alcune medicine incapsulate in materiale di origine animale. Molte aziende infatti indicano sulla confezione del prodotto la dicitura “adatto anche ai vegani” perché le loro capsule non sono di origine animale.

Il cibarsi di carne, ma anche di uova, pesce o formaggi è importante soprattutto per l’assunzione di proteine fondamentali per il nostro sostentamento; quando si è vegani le proteine le potremo assimilare dalla soya, dai legumi, dai cereali, dal tofu e in piccolissima parte dalla verdura.

La dieta vegana non va bandita ma nemmeno idolatrata: va studiata e confrontata. Non può e non deve essere una moda fai da te: bisogna sottoporsi a controlli che solo gli addetti ai lavori sono in grado di fare. I nutrizionisti e i dietologi che individuato il tipo di soggetto potranno indicare anche il corretto modo di alimentarsi. Questo modo di fare, ci tengo a dirlo, non è esclusivo della dieta vegana, ma è una prassi per qualsiasi cambio alimentare.

Parlare questa volta di dieta vegana mi è stato suggerito da un amico, nonno di una splendida bambina di dieci anni per la quale i genitori hanno scelto un’alimentazione senza carni. I genitori hanno il dovere di alimentare in modo adeguato i propri figli escludendo dalla loro dieta cibi spazzatura come fritti, grassi, olio di palma, ma la scelta di eliminare la carne deve essere consapevole, deve essere una scelta propria non di altri. Il mio punto di vista è uno solo: quando la bambina crescerà e avrà la consapevolezza potrà scegliere in piena libertà come vivere e cosa mangiare.


Matilde De Tommasis.